24 febbraio 2015

[Recensione] Il rosso dentro, di Danila Passerini.

Il rosso dentro
di Danila Passerini

Pubblicato da: Edizioni Vida (2014)
Genere: realistic fiction
Pagine: 174
Acquistabile su:
Voto: 4/5
Note: romanzo inviato dall'autrice

Sinossi

David è un ragazzo tormentato e insicuro, disposto a tutto pur di farsi amare e accettare dal padre, ultimo discendente di un nobile casato inglese. Un segreto inconfessabile scoperto per caso, un gioco che si trasforma in tragedia e all'improvviso la vita di David viene travolta dalla feroce violenza del conte Edward che lo costringe ad abbandonare la sua casa per trasferirsi in Italia. Qui, a Bologna, sullo sfondo dei fermenti del 68, il giovane sembra riconciliarsi con il mondo e con se stesso. Qui David conosce l'amore, quell'amore assoluto che solo a diciassette anni si può provare. Il destino però obbligherà presto il ragazzo a fare i conti con il suo passato, a misurarsi un'ultima volta con i fantasmi e le paure che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita. Il suo desiderio di libertà lo porterà a scrivere un finale tutt'altro che scontato che tingerà di rosso - come la passione, la politica e il dolore - i giorni della sua primavera.


Dopo l'originalissimo esordio (La punizione del romanzo) ho avuto modo di leggere il secondo romanzo di Danila Passerini, autrice conosciuta quando questo blog stava ancora compiendo i primi passi. A suo tempo l'autrice mi inviò il sopracitato romanzo, un'opera che tutt'ora considero un piccolo gioiellino e che in tutta onestà è probabilmente l'unico romanzo ad avermi davvero colpita in mezzo a quelli che mi sono stati inviati.


La storia

David è un ragazzo di 15 anni, vive in Inghilterra ed è figlio di Edward Wilkinson, erede dei conti di Manderley. Il rapporto padre-figlio è travagliato e pieno di tensioni capaci di soffocare qualsiasi forma di dialogo a causa dell'ansia di perfezione che il padre esige non solo da se stesso, bensì da chiunque lo circondi.
David si è sempre sentito sotto esame, avvertendo su di sè lo sguardo giudicante non solo del padre ma anche dei parenti, come l'irreprensibile zia Claire.
A fare da sfondo all'educazione di David vi sono infatti credenze tratte da teorie pedagogiche ottocentesche cui il padre, e soprattutto la zia, si rifanno. Edward Wilkinson non fa altro che riprodurre l'educazione violenta di cui è stato vittima durante
l'infanzia, tanto da ricorrere all'utilizzo di "Solletico", strumento con cui percuotere i propri figli qualora la situazione lo rendesse necessario. Zia Claire ritiene invece che i bambini nascano cattivi e che la loro volontà vada piegata con la forza. Ai suoi occhi David sembra aver ereditato le peggiori inclinazioni della madre, fatto che non manca mai di fargli presente, il tutto senza che Edward Wilkinson intervenga per zittirla.

Il complicato rapporto con il padre si inasprisce di fronte ad un segreto inconfessato ed al diverso trattamento che quest'ultimo sembra riservare al fratello minore di David. La frattura definitiva avverrà a causa di un'inaspettata tragedia, cui farà seguito una lunga permanenza di David in Italia, luogo in cui non solo conoscerà la politica, la passione e l'amicizia, ma avrà anche modo di scoprire se stesso, imparando ad amare il padre pur non rinunciando alla propria libertà.


Lo stile

Rispetto al precedente romanzo, la trama de Il rosso dentro si dipana lungo un arco di tempo più esteso che copre l'infanzia del protagonista (David) mediante l'uso del feedback. Scopriamo dunque dettagli in merito al matrimonio male assortito tra il padre di David e la madre che lo ha abbandonato fuggendo in Francia. Da questo momento in avanti, l'autrice si soffermerà spesso sul rapporto sempre più difficile tra David ed il padre, fino alla rottura definitiva ed alla partenza del giovane verso il Bel Paese.
La difficoltà del rapporto padre-figlio a mio avviso è stata espressa in maniera significativa, descrivendo l'acuirsi della reciproca ostilità in un clima di tensione che tocca l'apice con un'imprevista tragedia familiare. Le pagine che l'autrice dedica alle vicende del lago e delle fiabe narrate dalla nanny riescono ad essere commoventi.
Suddividendo il romanzo in due parti sicuramente la prima, incentrata sul rapporto padre-figlio e sulle vicende della famiglia Wilkinson, è sicuramente la mia preferita e l'ho trovata molto avvincente. 


I personaggi

David è sicuramente il mio personaggio preferito, è inevitabile prendere le sue difese in quanto osservatore esterno e consapevole delle ingiustizie subite. Pur essendo un ragazzo coraggioso di fronte ai compagni di scuola, David non riesce ad essere se stesso di fronte al padre, percependone il costante giudizio ed arrivando addirittura a balbettare in sua presenza. Il rifiuto da parte del padre e della madre lo accompagnerà negli anni dell'adolescenza, rendendogli difficile l'apertura all'amore nei confronti di Angelica, temendone il rifiuto.
Mr.Wilkinson è inevitabilmente egli stesso vittima della rigida educazione "subita" durante l'infanzia, un'educazione che per anni gli ha insegnato a non mostrare affetto ed emozioni.
Impossibile non affezionarsi al piccolo fratellino di David, tanto dispettoso quanto attaccato al fratello per il quale prova forte ammirazione.
Menzione particolare per Vittorio Aldini, momentaneo tutore di David al quale dimostra quell'affetto che il ragazzo andava cercando dalla figura paterna.


L'autrice

Danila Passerini è nata a Bologna il 2 Gennaio 1957. Vive da quarant'anni ad Aosta. Insegna letteratura italiana presso l'Istituto Tecnico Professionale Regionale "Corrado Gex".
Nel 2013 ha pubblicato La punizione del romanzo, che di cui ho parlato lo scorso anno insieme ad un'intervista all'autrice.

1 commento:

  1. Tua nuova follower se vuoi ricambiare .... http://libricheamore.blogspot.it/ . Grazie

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