5 gennaio 2014

E' possibile curarsi con i libri?

"I libri sono la cura per ogni malessere ed hanno la capacità di mostrarci le nostre emozioni, una dopo l'altra, finchè non riusciamo a dominarle". Queste sono le parole di David Herbert Lawrence, autore del famoso romanzo "L'amante di Lady Chatterley". Verità o finzione? cosa c'è di vero in queste parole?

Leggere fa bene all'anima e alla mente

Da sempre i libri sono stati considerati strumenti utili alle riflessione ed alla conoscenza, non soltanto culturale ma anche soggettiva e collettiva.

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A partire dal 1930 lo psichiatra William Menninger diede vita alla Biblioterapia. Di cosa si tratta? semplice, Menninger utilizzava la lettura quale strumento volto al trattamento di svariati disturbi psichici. Ad ogni paziente veniva dunque consigliata la lettura di un libro, cui faceva seguito un colloquio per indagare l'efficacia del metodo adottato. In un certo senso, anche Chbosky nel suo "Noi siamo infinito" utilizza lo stesso metodo, facendo in modo che a Charlie vengano consigliate letture ad hoc.

La lettura permette infatti di immedesimarsi nei personaggi e nelle vicende narrate, quasi come fossimo noi stessi a viverle in prima persona, o quantomeno ad assistervi. Leggendo possiamo accantonare i nostri problemi, partire per mondi lontani e riemergere dopo avere attenuato sofferenze o pensieri che ci tormentano. Il libro è uno strumento utile alla fuga, certamente più efficace e meno pericoloso di "rimedi" quali droghe ed alcool. Non si legge soltanto per imparare e per conoscere quindi, ma anche per curarsi. Così come sostiene la psicosomatica, anima e corpo sono saldamente intrecciati e non è soltanto quest'ultimo ad avere bisogno di cure, di coccole, di attenzioni.

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Leggere può essere un abitudine oppure un vizio, ma non vi è niente di cui preoccuparsi perchè le conseguenze dell'atto non possono che essere positive. Apriamo un libro per dialogare con esso, per accompagnare i protagonisti attraverso le vicende narrate, cogliendo frasi che ci toccano in profondità, tanto da portarci a sottolinearle. Capita spesso di vedere il proprio vissuto riflesso nelle parole di un libro, così come può succedere di trovare risposta alle proprie domande.

Le stesse Ella Berthoud e Susan Elderkin nel loro "Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno" suggeriscono la lettura come cura del tutto naturale per porre rimedio a stati fisici e mentali. Per quanto riguarda questi ultimi, sapete che leggere un romanzo potenzia le attività cerebrali? a sostenerlo è un recente studio ad opera della Emory University di Atlanta.

Leggere consente al cervello di restare attivo ed allenato. Grazie ad un esperimento, si è potuto constatare che le attività cerebrali dei partecipanti risultavano più attive, soprattutto in determinati momenti del romanzo assegnato ("Pompei" di Robert Harris, un thriller ambientato nel 79 d.c.). In modo particolare erano le scene in cui ci si sentiva maggiormente coinvolti ad attivare specifiche parti del cervello, soprattutto quelle deputate alla ricezione e al linguaggio. In parole povere, i libri hanno la straordinaria capacità di risvegliare i sensi!

L'unica controindicazione? la lettura potrebbe appassionarvi al punto da non riuscire più a smettere, ma credo non vi sia nulla di preoccupante, voi che dite? :)

Quello che volevo chiedervi con questo articolo è: credete davvero che la lettura possa essere considerata un vero e proprio trattamento? vi è mai capitato di sperimentare qualcosa del genere sulla vostra pelle? :)

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