9 novembre 2013

Recensione: Uno splendido disastro (Jamie McGuire)

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Titolo: Uno splendido disastro
Autore: Jamie McGuire
Edizione: Garzanti
Pagine: 335
Prezzo: €13,94 (ebook a 11,99€)

Il mio voto:




Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio. Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli castani di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover convivere sotto lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.

La mia opinione


Ci sono cascata di nuovo: trama apparentemente interessante, copertina tutto sommato decente. Non mi aspettavo di certo un capolavoro, sia chiaro, ma pensavo ad una lettura leggera e piacevole.

Sul leggera non ci sono dubbi, il libro si legge molto bene ed in fondo non è scritto male. Poche descrizioni e tanti dialoghi tra i personaggi.
Unico neo: i due protagonisti e le loro disavventure.

All'inizio l'autrice parte bene, sembra la classica storia del bello e dannato e della ragazza per bene. Lei lo snobba ma sotto sotto lui le piace, lui tenta di comportarsi bene e di affrontare i suoi primi sentimenti in assoluto.
Poi, improvvisamente, arriva l'incomprensibile svolta nella narrazione. Lui si rivela essere un pazzo psicopatico. In confronto a lui, l'iperprotettivo Edward Cullen è un menefreghista. 
Travis non solo è geloso e possessivo, anche nei momenti in cui i due si lasciano o sono solo amici, ma diventa violento ed incontrollabile ogni volta che lei si allontana. 


ATTENZIONE SPOILER - SE PENSATE DI LEGGERE IL LIBRO SALTATE LA PARTE IN CORSIVO
Per darvi un idea della follia della cosa, dopo poche ore che Abby accetta di mettersi con lui, Travis decide di farsi tatuare il suo soprannome sul braccio. Din-din-din, gigantesco campanello di allarme.
Lei all'inizio sembra conservare ancora un briciolo di buonsenso e si allontana da lui, ma non perchè teme i suoi scatti d'ira ma soltanto perchè lui dimostra di pensare più ai soldi che a lei...
Ma nonostante tutto l'amore malato tra i due alla fine trionfa. Lui quasi uccide un ragazzo che la infastidiva (non è un modo di dire, gli sbatte ripetutamente la testa sul cofano di un auto e sull'asfalto), arriva a tanto così dal portarsi a letto un'altra, massacra un altro tizio nell'ennesimo incontro clandestino e lei a questo punto cosa decide di fare? Gli chiede di sposarlo.
La mattina dopo la proposta i due volano verso Las Vegas e si sposano.

Partiamo dal presupposto che ognuno nella vita fa quello che vuole e che di storie del genere, purtroppo, ne esistono tante anche nel mondo reale.

Io credo però che lo scopo dei libri, sopratutto quelli rivolti ad un pubblico giovane, dovrebbe essere quello di far capire alle ragazze che certi tipi di fidanzati, e di relazioni, andrebbero evitati e non incoraggiati.
Sì perchè nella vita reale, uno come Travis non si limiterebbe alla violenza contro i rivali o gli avversari negli incontri ma prima o poi se la prenderebbe anche con lei.
E' come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere per qualsiasi cavolata, cosa succederà quando lei vorrà uscire una sera sola con le amiche?

Per quel poco che vale la mia opinione, certi tipi andrebbero lasciati perdere al primo segnale di pericolo e non certo assecondati nella loro follia.

"Uno splendido disastro" di Jamie McGuire in sè non è brutto, ma è il messaggio che lascia alla fine che non mi è per niente andato a genio.
Sarà l'età, saranno alcune mie esperienze passate, saranno tutti gli abusi psicologici che le donne devono subire mascherati da troppo amorevoli attenzioni, ma questo libro per me non va oltre le due stelle (e sono stata molto generosa).

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Si è parlato anche di una sua trasposizione cinematografica, in effetti il testo si presta molto ad essere trasformato in un film per i numerosi dialoghi e le scene molto forti degli incontri. Per il momento però ancora non ci sono informazioni certe sull'acquisto dei diritti da parte di una società di produzione.

"Uno splendido disastro" ha avuto un seguito (Il mio disastro sei tu), scritto in stile Midnight Sun (la storia, al momento non finita e inedita, di Twilight vista dalla prospettiva di Edward), in cui l'intera vicenda viene mostrata dal lato di Travis. Forse con questo secondo capitolo l'autrice ha tentato di aggiustare il tiro, mostrandolo come un bravo ragazzo con qualche piccolo problema di auto-controllo. 
Io passo, "Uno splendido disastro" mi basta ed avanza.

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8 commenti:

  1. Tanto fumo e niente arrosto per questo libro :P
    Pensavo meglio, ma posso dire che pensavo anche molto peggio. Purtroppo per me la più grande carenza è nello stile dell'autrice che non rende credibile la storia e i personaggi.

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  2. Sono perfettamente d'accordo! Io ricordo di aver dato 2,5 stelline! Ciononostante ho deciso di leggere Il mio disastro sei tu, un po' perché il punto di vista di Travis mi incuriosiva parecchio, un po' per vedere se la McGuire avesse migliorato lo stile. Io sono ancora a metà della lettura, ma rispetto a Uno splendido disastro lo trovo carino (cose assurde a parte..). Sono spiegate molte cose, ad esempio il perché dello stupido soprannome di Abby (che resta comunque stupido) e alcuni suoi comportamenti. Naturalmente non mi sembra un libro nemmeno da 4 stelline, però tutto sommato la lettura è piacevole!

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  3. Se mi dici che non è così terribile, allora proverò a leggere anche il seguito! Grazie!!

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  4. Voi che l'avete letto potete dirmi l'ordine dei capitoli se ci sono i nomi?? Perché io l'ho trovato su un'applicazione per scaricare libri, ma i capitoli sono in disordine

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  8. In due parole banale e scontatissimo! Lei è insopporabile: ci troviamo davanti allo stereotipo alla Bella di Twilight o alla Ana di 50 sfumature di cui francamente non sr ne può più. Strafiga e ingenua, non si accorge dello spudorato "corteggiamento " di lui uscendone con la classica frase da far saltare i nervi : " a cosa ti riferisci? ". Lui è un personaggio poco credibile: spaccone e rimorchiatore all'inizio che nel giro di tre giorni si trasforma in un cucciolo innamorato, cambiando completamente personalità. I dialoghi sono scontai e spesso forzati e ripetitivi come del resto molte parti della storia che sono anche confuse a mio parere. Non c'è traccia di descrizioni tranne gli importantissimi particolari dell'abbigliamento di lei per ogni sacrosanta uscita serale e la sua altezza ( di cui francamente non interessa a nessuno! Quando dici che è bassa basta e avanza! ) Mi aspettavo qualche coinvolgimento emotivo dato che il libro è raccontato in prima perona e per lo più da un punto di vista femminile, ma in realtà mi sono trovata davanti una piana descrizione di eventi della serie: " sono andata in bagno, ho aperto il rubinetto, ho scostato la tenda e sono entrata in doccia, poi mi sono lavata" (ma va? E tra l'altro lui che entra e esce dal bagno mentre lei si lava tranquillamente la dice lunga). Parliamo poi della traduzione: non so voi ma all'interno della mia co sono espressioni talmente letterali da far accapponare la pella conr "la mia sorella minore" (chi dice "LA mia sorella minore"?). Ho solo 19 anni e in tutta sincerità non consiglierw questo libro neppure alle mie coetanee più " immature " se così si può dire.

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