14 maggio 2013

Recensione: Vernice fresca (Antonio Grassi) (Nageki)

Titolo: Vernice fresca
Autore: Antonio Grassi
Casa editrice: Dornetti
Pagine: 486
Prezzo: 17€

Il mio voto:




Un fantasma aleggia sulla Terra: lo spettro della contaminazione biologica. La responsabilità della scienza è chiamata in causa nel quarto romanzo di Antonio Grassi che propone con Vernice fresca nuovi inquietanti scenari per il nostro futuro. Se infatti la scienza promette di regalarci utili e strepitose scoperte, è dai potenti della politica e dell'economia che deriva la scelta di una ricerca indirizzata al benessere di tutti, oppure alla catastrofe. Nel libro di Grassi la scienza in questione è la biotecnologia, promossa dall?immaginaria LgB (Life is good Bioresearch), "Moloch padano" di proprietà dei fratelli Tito, Lucio ed Elsa Zanica. A scatenare una sequela di eventi drammatici è la notizia di un presunto incidente di laboratorio occorso alla LgB con conseguente dispersione nell?aria di un virus altamente patogeno. La notizia viene diffusa dal gruppo ambientalista Gst (Gruppo salvaguardia territorio) e dal periodico La Tribuna, quotidiano del borgo a cinquanta chilometri da Milano, fotocopia di Crema, dove risiede il protagonista Duilio Cattaneo, uomo delle operazioni più delicate della LgB. L'intreccio della vicenda, ambientata nell'oggi, presto si rivela più intricato di un dedalo e più pericoloso del salto da un aereo senza paracadute; la trama si dipana grazie all'intervento di attori le cui vite si scontrano e si minacciano vicendevolmente. I personaggi del romanzo aggrediscono il lettore con l'ambiguità del loro essere reali, con tutte le ambizioni di potere, sesso, denaro, forse amore, e con gli scheletri nell'armadio caratteristici di un'umanità corrotta da più di un peccato originale e ansiosa di non essere risucchiata nell'oblio. Il tradimento arriva da chi ci sta molto vicino e l'omicidio è decretato da chi sta molto in alto.


La mia opinione
 
Vernice fresca è un thriller, un romanzo che delinea i contorni di argomenti delicati come la manipolazione dei virus, l'ingegneria genetica ed i rischi legati alla guerra batteriologica. Il protagonista, Duilio Cattaneo, lavora per la Life is good bioresearch, azienda solo in apparenza dedita a biotecnologie e genetica. L'incontro con Paola Ics, militante del gruppo per la salvaguardia del territorio, porterà Duilio a porsi ben più di una domanda in merito a ciò che avviene tra le mura dell'azienda per cui lavora. Ben presto verrà fatta luce sui loschi affari in cui è coinvolta la Life is good bioresearch, a partire dalla presunta dispersione di un pericoloso virus, fatto prontamente negato dai pezzi grossi alla guida di un colosso invischiato in questioni illecite.


Vernice fresca è un romanzo impegnativo, capace di penetrare gli anfratti più oscuri della mente umana e di ciascun protagonista delle vicende narrate. L'idea alla base del libro è buona, la scelta di sensibilizzare il pubblico (seppure in chiave romanzata) su tematiche tanto importanti quanto sottovalutate merita di essere presa in considerazione. L'ingegneria genetica è un argomento da non prendere sottogamba e gli eventi narrati tra le pagine del romanzo di Antonio Grassi ne sono una testimonianza.
Tuttavia, devo confessare che la lettura di questo romanzo non è stata affatto semplice e mi sento di consigliarlo in particolar modo agli amanti del genere. Essendo un thriller mi sarei aspettata una maggiore dose di suspance, un fattore che purtroppo viene a mancare poiché le pagine scarseggiano in quanto ad azione. A mio avviso la storia finisce con il divenire dispersiva, fin troppo ricca di descrizioni spesso superflue e ridondanti che spezzano il ritmo narrativo e poco hanno a che vedere con la trama, ad esempio:

"Aveva ripreso i giornali. La stanza della musica e della lettura si distingueva per le ampie finestre. Guglielmo aveva acceso l'impianto ad alta fedeltà -amplificatore Mcintosh, diffusori Klipsch - e inserito nel lettore Naim il primo Cd a portata di mano: Sinfonia numero 4 di Brahms con la Wiener Philharmoniker diretta da Carlos Kleiber. Si era accomodato sulla Frau Vanity Fair di pelle rossa"

La quasi totale assenza di dialoghi rende inoltre difficile l'immedesimazione del lettore nei panni dei tanti personaggi che oltretutto sono spregiudicati, freddi, calcolatori e permeati da un'aura di cinismo soffocante. A tratti sembra quasi che non ci sia alcuna via di scampo per l'umanità ormai lanciata senza freni verso la catastrofe.

In sostanza, il romanzo è sicuramente un'opera che merita di essere letta in modo particolare dagli appassionati del genere, dei thriller e dei complotti. Certo è che la trama necessita di un'attenzione costante, indubbiamente non si tratta di un libro semplice (così come le tematiche trattate).




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