20 marzo 2013

La Custode di Libri (Sophie Divry)

Titolo: La Custode di Libri
Titolo originale: La cote 400
Autore: Sophie Divry
Edizione: Einaudi
Pagine: 65
Prezzo: €10,00


Il mio voto: 
 



È una querula bibliotecaria di provincia la donna che parla dalla prima all'ultima riga di questo incantevole monologo. Il suo interlocutore è un ragazzo che usa il seminterrato della biblioteca come bivacco notturno. A lui la custode si rivolge mischiando vita privata, libri, invettive. E la confessione di un tenero rapimento verso uno studente di cui però contempla solo la nuca. La sua voce ci arriva sommessa, un po' nevrotica, la voce di una donna ferita da un amore andato male, chiusa in un riserbo che solo i suoi amati romanzi riescono a scheggiare. Li ama, li classifica, li commenta convinta che solo l'ordine monastico della biblioteca è medicina per il caos dei sentimenti e degli uomini tutti. E poi d'un tratto la sua voce si accende e dalla donna autoreclusa nel sottosuolo esce una pasionaria della letteratura, una tenace sentinella del silenzio, che dalla sua misera trincea di provincia difende la vertigine della bellezza letteraria contro il chiassoso vociare della subcultura di massa.



La mia opinione

Uno dei peggiori libri in commercio. Paranoico, monotono. Non mi è piaciuto per niente. Forse le mie aspettative erano così superiori da pregiudicare il mio giudizio, ma in una sola parola: claustrofobico. Forse è il caso di analizzare meglio queste manciate di pagine perciò inizierò con dire che è una metafora letteraria sul vuoto esistenziale della società. Questa "malattia" viene compensata dall'ordine maniacale dei libri negli scaffali di una biblioteca, dove l'uomo riversa tutte le sue nevrosi.


Un dialogo immaginario infinitito, scarno, superficiale. L'autrice ha mostrato una debolezza descrittiva quasi vergognosa con uno stile di scrittura che farebbe rabbrividire chiunque.
C'è un solo pezzettino del libro con il quale concordo appieno, eccone un estratto:
"Preferisco la compagnia dei libri. Quando leggo, non sono più sola, converso con il libro. Può essere molto intimo. Saprà di cosa sto parlando, forse. La sensazione di avere uno scambio di idee con l’autore, di poterne seguire il percorso, di esserne accompagnata per settimane intere." Per il resto ci troviamo di fronte a questa bibliotecaria inacidita e lamentosa che alla 65esima pagina non ti lascia nulla di concreto su cui riflettere.
La cosa tremenda de "la custode di libri" è che ti spinge ad impugnare una matita per corregerne la punteggiatura, tracciare righe su alcune frasi.. una cosa che normalmente sarebbe un'azione eretica! Comicia e termina così, passa senza lasciare tracce e il secondo dopo lo metti nel dimenticatoio..o nel mio caso lo cestini senza rimorsi, ma con un grandissimo senso di liberazione.



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