23 gennaio 2013

Cercando Alaska (John Green)


Titolo: Cercando Alaska
Titolo originale: Looking for Alaska
Autore: John Green
Edizione: Rizzoli
Pagine: 312
Prezzo: € 14

Il mio voto:



Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice. e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?



La mia opinione
 
Scarno e deludente, ecco i primi due aggettivi con cui definirei il romanzo d'esordio di John Green. Ho atteso un anno e mezzo prima di leggerlo, sebbene ne avessi sentito parlare benissimo su Anobii. Purtroppo però mi sono dovuta ricredere, anche se non trattandosi di un flop totale credo concederò un'altra chance all'autore (e di sicuro vedrò la trasposizione cinematografica).

Perché non sono stata attratta da Alaska e dall'allegra combriccola di amichetti che le ruotano attorno? bhe, innanzitutto non esiste una vera e propria trama ed i pochi personaggi sono stereotipati ed antipatici. Miles è il classico ragazzino sfigato che decide di trasferirsi in un'altra scuola alla ricerca del "grande forse", della sua strada, del suo futuro e possibilmente di qualche amico con cui condividere le giornate di studio lontano da casa. Una volta sul posto il nostro protagonista (nonché voce narrante) farà la conoscenza di quelli che diverranno i suoi primi veri amici, coloro "grazie" ai quali farà le sue prime esperienze: sesso, alcool, scherzi goliardici ai danni di compagni e docenti. Ora, questo libro viene classificato come Young Adult e consigliato a ragazzini dai 12 anni in avanti, ma non stiamo forse esagerando? non vorrei sembrare bacchettona, ma consideriamo che un buon l'80% del libro contiene descrizioni di ragazzini che si devastano il fegato a suon di bevute, quasi fosse l'unica forma di divertimento. L'alcool viene acquistato senza problemi da buona parte della popolazione studentesca, nascosto in camera, sotterrato nel terreno circostante il campus e consumato a go-go fino a vomitare e prendersi colossali sbronze. E' davvero questo ciò che vogliamo far leggere ai ragazzini?

Ma mettiamo da parte la questione adatto/non adatto: che cosa ti rimane dopo aver letto 300 pagine di bevute e ragazzini ubriachi che si trascinano a lezione ancora ubriachi? forse le ulteriori minuziose descrizioni di fumate contro le regole dell'istituto, in barba ai divieti ed alle punizioni?

Il finale del libro dovrebbe essere profondo, una riflessione sulla vita, sul labirinto di sofferenze che la specie umana è inevitabilmente condannata a percorrere in cerca di una via d'uscita, eppure mi ha infastidita non poco. L'antipatia dei personaggi non mi ha fatto provare pena per nessuno, nemmeno per la cara Alaska che a mio avviso sembrava più una prostituta in erba, oltre che profondamente disturbata. Tutto questo è evidente agli occhi di tutti, allora perché nessuno fa nulla per darle una mano? il nostro Miles sembra attratto unicamente dall'aspetto fisico di Alaska, il Colonnello (pur conoscendola più a fondo) non si è mai sforzato di starle vicino ed il tecnologicissimo Takumi (giapponesi e tecnologia eh?) sembra quasi non considerarne l'esistenza, salvo "rifarsi" con la missiva finale. In questo bel quadretto manca solo Lara, usata da Miles e sulla buona strada per diventare una baby prostituta, proprio come Alaska.

Ah scusate, non ho parlato della trama! dicevamo, il nostro sfigatello fa la conoscenza dei suoi nuovi amici e trascorre le giornate a bere, vomitare, fumare ed organizzare scherzi. Miles nota che Alaska si comporta in modo strano, gli sembra di percepire una nota di sofferenza nei suoi atteggiamenti fino al prevedibile epilogo, cui seguiranno elucubrazioni mentali senza risposta alcuna.

No davvero, non ci siamo. Ho messo tre stelline su Anobii perché corrispondono a "Così così", ma qui non posso metterne più di due. Speriamo nel prossimo libro di Green.

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